Dossier: San valentino

Era una bella giornata di sole, quella precedente ovvio.
La maggior parte delle ore passate al lavoro, non faceva pensare a quello che sarebbe stato il giorno dopo. Uno sguardo al calendario e vai, è fatta, il pensiero ti assale: è il 14 febbraio, ovvero è San Valentino.
E già, la famosa Festa degli innamorati, quella dove tutti i tuoi amici che non sono single se ne stanno insieme alla loro dolce metà a scambiarsi regalini idioti e frasi così dolci che solo a pronunciarle ti viene una carie.
Ma parliamo dei giorni precedenti a questa fatidica data.
Che dire, alzi la mano chi passando davanti alle vetrine di tutti i bar e di tutte le pasticcerie non si è imbattuto in addobbi, scatole di baci Perugina, cuori di panna ed orsacchiotti vari ripieni di cioccolatini. Ed alzi ancora la mano chi di voi, di fronte a tanto scempio, non ha provato l'irrefrenabile desiderio di trasformarsi nel più acceso degli hooligans e spaccare tutto oppure, (anzi, non ci si fa neanche male), prendere una tanica di benzina e dare fuoco a tutto.
Odio San Valentino?....Si...no....forse. Il santo di Terni non mi ha fatto nulla, a dire il vero odio tutto quello che è commerciale di questa festa....ahhaaaahhaa, a proposito, ho dimenticato i cuori rossi gonfiabili...rialzi la mano chi non ha mai sentito l'impulso di armarsi di spillone e bucarli tutti????
Scusate, parlavo dell'aspetto commerciale, e mi rivolgo anche agli innamorati veri e non solo ai single: perchè pagare una caramella, un fiore, un peluche, tre volte di più di quanto la paghi gli altri 364 giorni?? Che cosa squallida.
Ed i regali? Volete scommettere che lei appena torna a casa guarda il tuo ninnolo con il bigliettino a cuore ed esclama: "Ma guarda questo, oggi dolci, baci e carezze...e gli altri giorni"???
Insomma, abbiamo scherzato un pò, ma una cosa è certa: questa è la classica giornata dove spesso, anzi sempre, ci si dimentica di che cosa vuol dire veramente amare qualcuno. Si pensa solo ad apparire e fare bella figura con il regalo più grande.
E' solo una riflessione, così come a Natale, ormai siamo delle pedine in mano al grande giocoliere del consumismo. Amare è una cosa difficile,trovare la persona giusta ed essere riamati è difficilissimo.
Ci si ama su delle basi solide ed è impensabile che un bel giorno qualcuno, nei suoi messaggi pubblicitari, viene a dirmi che quelle basi sono fatte di pasta frolla e panna, magari a forma di cuore. E che il metro di giudizio per i miei sentimenti è rappresentato da quel dannato peluche comprato senza neanche troppa convinzione.
La morale di questa storia? Non credo esista, o forse si: questa festa è stata creata per far sentire ancora più solo chi lo è già.
Un consiglio a tutti questi: la sera prima del 14, prima di andare a letto, mettete un bigliettino sul tavolo del salotto.
La mattina dopo leggendolo ci sarà scritto "Auguri dalla persona che più di tutte ti vuole bene: te stesso".
Una presa in giro? No, solo un pizzico di realtà in mezzo a tanta, tanta finzione.
