venerdì 23 maggio 2008

C'era una volta un Re.....ma il Re...non c'entra nulla...

C'era una volta un Re. La maggior parte delle favole inizia in questo modo. Questa no, potrebbe avere un incipit diverso dagli altri, tipo: c'era una volta, c'è tutt'ora e sempre ci sarà quella cosa che fa battere i cuori, che fa infiammare la fantasia degli scrittori e dei cantanti: l'Amore...

C'era una volta, c'è tutt'ora e sempre ci sarà l'Amore che un giorno decise di capire perchè il suo nome è da sempre abbinato a gioie e dolori, bene o male, inferno o paradiso. E proprio per questo pensò di intraprendere un viaggio.

Amore camminò a lungo, si fermo in migliaia di posti dove venne sempre accolto con entusiasmo, ma alla lunga si rendeva conto di regalare sempre quelle famose gioie e dolori e questa sua doppia valenza proprio non riusciva a digerirla. "Cavolo - pensava - io sono l'Amore, le cinque lettere che formano il mio nome sono come una poesia e quindi, perchè a tanto bene che riesco a fare, corrisponde sempre altrettanto dolore. Perchè?"

Continuò il suo viaggio, in terra, cielo e mare. Si imbattè in tante altre persone, ma con lo stesso identico risultato. Stanco, decise di salire sulla montagna più alta del mondo, pensò che studiando le stesse persone dall'alto, forse, poteva rendersi conto meglio della situazione e capire qualcosa di più.

Vide una cosa che non aveva mai notato prima. Vide la frenesia della gente, la voglia di arrivare a tutti i costi, il tutto subito, la fretta. E tutte queste cose, notò, che spesso lo riguardavano. "Oh mio Dio, adesso ho capito cosa succede realmente e devo assolutamente rimediare".

Dall'alto della montagna più alta del mondo, Amore chiamò a gran voce molti di quelli che lui considerava amici, ma nessuno gli diede l'aiuto che sperava, anzi, in molti erano ormai più allineati alle cose che aveva visto e si sentì, forse per la prima volta, da solo.

Sconsolato, Amore cominciò a scendere dalla montagna per far ritorno a casa, con la testa immersa nei pensieri. Si riteneva sconfitto perchè non era riuscito a concludere nulla e sarebbe tornato a vivere, e far vivere, con quella spada di Damocle della doppia valenza: bene o male, inferno o paradiso, gioie e dolori.

Mentre pensava a cosa avessero fatto gli uomini per soffrire così tanto invocando il suo nome, calò la nebbia, iniziò il freddo, cadde la neve. Il sentiero si coprì e Amore perse la strada.

Provò a rifugiarsi dietro una roccia, accanto a un albero, ma nulla, non riusciva più a fare un passo e cominciò ad urlare.

Anche Amore scoprì la fretta di tirarsi fuori dai guai, la frenesia che lo portava sempre a mettere un piede nel posto sbagliato. Ormai in preda alla disperazione si sentì prendere per mano.

Nella nebbia non riusciva a capire chi fosse, ma quella mano silenziosa lo portò, con tutta calma, in salvo. "Vieni con me - disse quella voce pacata - seguimi e capirai".

Dopo qualche giorno di bufera, finalmente uscì il sole e la mano che teneva stretto l'Amore quasi sembrò sciogliersi sotto quei raggi caldi. Lo aiutò e svanì, nel nulla, come se avesse voluto indicargli la via per poi poter fare in seguito tutto da solo.

Tornato a casa, non poteva darsi pace e l'unico suo scopo era sapere di chi fosse quella mano. Chiamò, quindi, uno dei pochi amici rimasti, il Sapere per farsi dire chi lo avesse aiutato.

E' stato il Tempo" rispose il Sapere". Era stato proprio il Tempo a salvarlo dalla bufera, era del tempo quella mano così dolce e allo stesso tempo determinata a condurlo e accudirlo.

Amore allora capì e il Sapere nel salutarlo gli disse di portare con sè questo insegnamento: "Il Tempo ti ha salvato, perchè solo ed esclusivamente il Tempo è capace di comprendere quanto l'Amore sia importante nella Vita".

C'era una volta un Re....ma stavolta il Re non c'entra nulla......

Allergie di stagione

"Ci sono probabilmente persone allergiche all'amore, e lei era una di queste"
(Mary McCarthy)

Ho letto in giro un commento su questo aforisma che copio e incollo:

"Ma come e' possibile essere allergici all'amore? E quali sono i sintomi, l'orticaria dopo un bacio? O, piu' probabilmente, voglia di scappare davanti al quotidiano. Vertigine al secondo spazzolino in bagno?

Forse, come succede nelle allergie, la cura migliore e' quella omeopatica: un millimetro di amore, ogni giorno".

Mah...che ne dite?

mercoledì 2 aprile 2008

TRE ANNI FA...GIOVANNI PAOLO II, L'UOMO CHE FECE PARLARE IL SILENZIO




Marzo 2005: La finestra del Palazzo Apostolico aperta, il Papa è malato è, nonostante tutto, esprime il desiderio di affacciarsi. Non parla, almeno ci prova, non ci riesce, mormora qualcosa di incomprensibile, si arrabbia cercando di afferrare con stizza quel microfono. Movimenti accompagnati da qualche smorfia, il gesto della benedizione e poi il rientro nel suo studio.

Silenzio: così si è consumata, tre anni fa, l’ultima apparizione pubblica di Giovanni Paolo II, un silenzio terribile per intensità, per carica emotiva. Un silenzio agghiacciante, cartina al tornasole di quanto sarebbe accaduto nei giorni successivi. Silenzio. Un silenzio che durava da giorni, ma un silenzio più forte di qualsiasi altra parola. Questo è stato il potere, la grandezza dell’uomo Wojtyla: il saper comunicare anche solo con uno sguardo e con un semplice gesto della mano. Saper far parlare il silenzio....che grandezza!!!!!!

Poi, in rapida successione, la crisi con il ripetuto alternarsi di bollettini medici, mai rassicuranti fino all’epilogo: 2 aprile 2005, il Papa è morto.

Ma non muoiono certamente i sogni, le speranze, gli insegnamenti che ha donato al mondo cattolico e non, nei suoi 26 anni di un pontificato sicuramente indimenticabile e che ha cambiato le sorti del nostro pianeta.

Un Papa amato, contestato, discusso, apprezzato, che non si è mai tirato indietro e, soprattutto quando le tematiche erano scottanti, ha sempre dimostrato la sua fermezza.

Piazza San Pietro, in quei momenti è sembrata più bella e più commovente che mai e anche oggi è meta di tanta gente proveniente da tutte le parti del mondo che celebra un nuovo Pontefice, ma che, al cospetto della tomba di Giovanni Paolo II, cade in quell’abisso imperscrutabile in cui si mescolano il niente e l’assoluto, la vita e la morte, le lacrime e la gioia.

Si, la gioia. Ora c’è Benedetto XVI che è il primo a testimoniare proprio la gioia di aver vissuto l’era di quel "Wojtyla dalle doti soprannaturali", e la consapevolezza di essere entrati anche noi nel grande libro della storia, quella storia che saremo fieri di poter raccontare a qualcuno con un solenne: io c’ero!!!

E io quel giorno di tre anni fa c’ero veramente in quella Piazza più bella del solito e quindi, ciao Santità, ciao Karol.

Si, ciao, mi permetto di darti del tu. Io non sono mai stato un cosidetto "praticante", credo, ma magari lo faccio un pò a modo mio, ma ricordo che in quei momenti il sentimento sia stato più simile ad un caro parente che ha lasciato i suoi familiari. Non esagero se ti dico che in quel momento, tra Papa e Papà, l’unica differenza è stata l’accento sulla a, e basta. E quel "Santo Subito" è stata la prova definitiva di quello che la gente provava e prova per te.

Ha pianto Roma, la tua casa, ha pianto il Mondo e lo fa tuttora, insieme al nuovo Pontefice, anche dopo tre anni. Karol, abbiamo camminato per tanti anni insieme, magari non avremo condiviso alcuni tratti di strada, ma, sapremo tutti fare tesoro anche del coraggio che hai mostrato nei momenti finali, coraggio che nasce dalla consapevole decisione di porre la propria persona al servizio di valori che la trascendono e dunque libera dalle miserie e dalle ansie personali. Magari fosse sempre così.

Il giorno della tua elezione nel 1978 hai detto: "Se sbaglio, mi corrigerete..."...e invece, sei stato tu a "corrigere" tutti quanti.....Grazie.

lunedì 31 marzo 2008

MANUALE DI DIFESA: QUELLO CHE LE DONNE NON DICONO...MA PENSANO E FANNO

Dopo la prima lezione su uno dei comportamenti tipici femminili: la donna appena lasciata che si rifugia nelle braccia del malcapitato di turno, affrontiamo ora un altro tema caro agli appassionati del genere love/horror....il dire, fare e disfare...ovvero: mai fidarsi ciecamente di quello che dicono...faranno sempre l’esatto contrario!

SECONDA LEZIONE: QUELLO CHE LE DONNE NON DICONO…MA PENSANO E FANNO…!!!

Che molte donne siano state capaci di disastri che hanno determinato anche il corso della storia, è la storia stessa che ce lo insegna. Per carità, non tutte, ma ognuna, nel proprio piccolo qualcosa di suo ce lo mette sempre per invertire le tendenze.

Ricordo, quando ero poco più che ventenne che parecchie mie coetanee erano attratte dall’uomo più maturo, dal 35enne...magari anche dal 40enne. All’epoca mi dicevo: "Cavolo, arriverò anche io a quell’età, magari non sarò il bellone di turno, ma il fascino della maturità ci sarà sempre". Manco a dirlo, le poco più che ventenni di adesso (ma anche qualche trentenne), appena vedono che hai 40 anni...ti danno quasi del vecchio decrepito e, invertendo la famosa tendenza, se ne stanno con i loro coetanei. E vabbè.

Ma è finita? Ma neanche per idea. Ricordo anche che le donne 40enni dell’epoca pensavano che noi ventenni fossimo tutti dei bambini idioti e se ne stavano con uomini della loro età. All’epoca mi ri-dicevo: "Beh, magari tra una ventina d’anni sarò in compagnia di una mia coetanea...mica male...". Macchè, anche in questo caso, manco a dirlo, ecco invertita la ormai famosa tendenza ed è così che la 40enne anni 2000 si fionda dritta dritta sul 20/25enne di turno.

E vabbè, allora ditelo!!!

Ma a questo punto voi direte: ma la lezione di oggi è solo questa? E che c’entra con il titolo: quello che le donne non dicono, ma…ecc…ecc....

C’entra c’entra e ve lo spiego. Storicamente una donna è capace nello stesso momento di un esercizio difficilisimo da fare e per il quale serve molto allenamento: dire una cosa e pensare esattamente l’opposto. Quindi, prendendo in esame l’argomento in questione, se avete amiche donne che vi dicono "Certo che quello non me lo farei mai"...in quel preciso istante nella loro mente stanno elaborando un: "Cavolo come me lo farei". E ancora. Se affrontate con una tipa un po’ più grande il discorso sull’età di un ragazzo (ovviamente carino, altrimenti nemmeno lo guardano) e lei vi dice: "No, quello è troppo giovane per me, io non ci andrei mai", (magari prendendo anche per i fondelli l’amica attempata che se lo sta coccolando), solitamente deve essere interpretato come un "carne fresca, speriamo che ci provi e che invidia che mi fa quella che stronza che ci sta provando"

...e via discorrendo, a ruota libera, senza nessun tipo di freno, inibitorio e non e quindi...se vi dicono che uno non è il loro tipo, in realtà pensano che sia comunque carino e che quindi sia il loro tipo, se vi dicono che uno è antipatico, probabilmente nella loro mente è simpatico, se è vestito male, automaticamente diventa un modello di Armani e così...all’infinito...tutto e puntualmente il contrario di tutto...a tutte le età....ma è scientificamente provato che più c’èscritto nella carta d’identità e più queste cose avvengono.

E il bello è che nessuno ne conosce il segreto, nessuno è mai riuscito a capire perchè fanno così...eppure in molte lo fanno ed è per questo che bisogna imparare un pò a diffidare....non possiamo mica sempre fare la figura di quelli che...non capiscono, in qualsiasi status noi siamo, sia da amici che da fidanzati.

Morale: Passi per quelli fidanzati che un pò, in maniera imprudente, se la sono andata a cercare, ma voi che le state ad ascoltare e fate gli amiconi e che poi magari vi confidate con loro (ovviamente in buonafede), ecco, in questo caso voi resterete solo, sempre e unicamente "gli amici del cuore", quelli magari non belli, ma con tanto bel cervello e con i quali "è bello parlare".

Senza studiare le dovute contromosse, amici miei, resterete tutti dei Cyrano de Bergerac. Ricordate cosa dice alla fine quando, in punto di morte, rivela a Rossana che era lui a suggerire a Cristiano le belle parole sotto quel famoso balcone?

"Sì, è così. La mia vita è quella di un ignoto che soffrì. Ricordate quella sera che Cristiano vi parlò sotto il balcone? Ebbene, che io volessi o no, mentre restavo in basso ad inventare gloria, erano altri a cogliere il bacio della vittoria. È giusto, e in più approvo la scritta sul mio avello: Moliere è un grande genio, e Cristiano era bello"

Ecco la vera morale. Essere amico di una donna o comunque di una tipa che vi piace, ma anche se non vi piace, vi costringe a diversi tipi di lotta: il genio contro la bellezza, il saper parlare contro il capello ben curato, il cervello contro gli addominali a saponetta. Purtroppo però, nella maggior parte dei casi è una partita persa da parte nostra, quella dei "normali".

A questo punto andiamo a monte e quindi, prima di fissare un appuntamento, mandate prima un bel certificato dove si dichiara di essere in possesso del requisito base per poter essere presi in considerazione, la bella presenza, allegando magari una foto tessera e perché no, anche un curriculum vitae con gli studi fatti….anzi, no, gli studi abbiamo capito che non interessano, magari mettete il lavoro perché dove non arrivano la bellezza e il genio, arriva il….Dio Denaro e l’opportunismo…ma questa è già la terza lezione…alla prossima!!!

martedì 18 marzo 2008

...'N SORISO....(UN SORRISO...PER CHI E' FUORI DAL RACCORDO)

Che me costava 'n soriso, sulla porta dell'ufficio, quanno tu, direttore, delicato come sempre, m'hai detto che nun me rinnovi er contratto?

E ar collega, che la matina arriva tardi e nun fa un cazzo tutto er giorno e te costringe a fa er doppio, che me costerebbe a faje 'n soriso?

E a quell'altro stronzo che manco te conosce e parla male de te co tutti, capi compresi, solo pe mettete 'n cattiva luce e magari fatte caccià, che me costerebbe faje 'n soriso?

'N soriso. Daje, dimoselo, nun se fa fatica a fa 'n soriso e stasera, quanno magnerò quell'oribbile pasta scotta penzando che l'hai fatta colle mani tue dorci e delicate, che me costerebbe fatte....'n soriso?

Ma si, che me costava 'n soriso all'incrocio, quanno 'no scemo m'ha attraversato cor rosso e m'è toccato inchioda' de brutto annando quasi a sbatte ar palo de la luce?

E anche su 'a metro piena de gente, a quello stronzo che m'ha pistato er calletto, nun me costerebbe gniente faje 'n soriso!

Come pure ar solito capo, che rompe li cojoni de continuo, che me costerebbe faje 'n soriso?!

E a chi te passa davanti mentre stai a fa la fila, a chi te sorpassa a destra e ce vò pure avè raggione, a chi sbaja numero ar telefonino e comunque t'attacca 'na pippa de un'ora, ar tifoso dell'altra squadra che te sfotte perchè ha vinto er derby, ar viggile urbano che te fa 'na multa stronza e a tanti altri che te scasseno li cojoni.....che me costerebbe faje 'n ber soriso....

Certo nun me costerebbe proprio niente.....

....Ma perchè...

....se, invece, li mannassi AFFANCULO TUTTI...me costerebbe quarche cosa??????

venerdì 14 marzo 2008

CAVALIERE, POSSO CHIEDERLE LA MANO DI SUA FIGLIA MARINA?

Da Corriere.it

"....Ma intanto sul Cavaliere si abbatte una nuova polemica dopo la battuta pronunciata durante la trasmissione "Tg2 Punto di Vista". Una ragazza chiede all'ex premier come può un giovane mettere su famiglia e affrontare un mutuo con la precarietà nel mondo del lavoro, e Berlusconi risponde così: «Da padre il consiglio che le do è quello di ricercarsi il figlio di Berlusconi o di qualcun'altro che non avesse di questi problemi. Con il sorriso che ha potrebbe anche permetterselo». In serata il Cavaliere, dopo la selva di critiche che ha sollevato la sua battuta, ha detto che «si è trattato solo di uno scherzo»...."

Che devono ascoltare le mie orecchie.....

La signorina ospite della trasmissione del Tg2 dorma pure tranquilla perchè Berlusconi non ha fatto una battuta scherzosa, ha semplicemente detto la sacrosanta verità.

Prendiamo spunto dal caso in questione. Il Dudi (Piersilvio) è già bello che fidanzato con una splendida ragazza, anzi copio incollo da Wikipedia:

"Giornalista professionista dal 2004, si è laureata in lingue e letterature straniere nel 2007 presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano con tesi su "L'adolescenza in tv", relatore Aldo Grasso. Ha iniziato la sua carriera televisiva sulle reti Mediaset nel 2000. Dopo un breve periodo come letterina nel programma Passaparola di Gerry Scotti, approda alla conduzione di Nonsolomoda su Canale 5 nel 2002, dove è ancora impegnata. Dal 2006 è anche la conduttrice di Verissimo".

Ma la domanda nasce spontanea: senza il suddetto fidanzamento, questo curriculum sarebbe stato lo stesso?

Mi consentirete (eh eh eh) di dissentire e, visto che si parla del mio mestiere, immagino che la bella collega, senza l'autorevole conoscenza sarebbe alle prese, come noi, ancora con curriculum da spedire e telefonate da fare...(e non sono ancora del tutto convinto...mah)

Comunque vorrei dire che anche io e molti miei amici/colleghi siamo giornalisti professionisti, ma nessuno ha mai avuto la fortuna di conoscere gente di questo calibro e perciò continuiamo a navigare a vista in un mondo decisamente precario.

A questo punto, il lampo di genio e quindi, prendo la palla al balzo e dalle pagine di questo blog approfitto per la classica dichiarazione (un po' retrò, ma efficace, spero....)

CAVALIERE CARISSIMO, SILVIO, FUTURO SUOCERO....POSSO AVERE L'ONORE DI CHIEDERLE LA MANO DI SUA FIGLIA MARINA.....ALLEGO DETTAGLIATO CURRICULUM VITAE.....

giovedì 13 marzo 2008

E' PRIMAVERA, INIZIANO LE GRANDI MANOVRE...

OPERAZIONE CALO DI PESO: I TORNEI AZIENDALI

Siamo arrivati alle soglie della primavera e quindi ci si avvicina a grandi passi verso la temuta prova costume. Proprio per non sfigurare in spiaggia, iniziano da questo periodo tutta una serie di "grandi manovre" che dovrebbero....e già, dovrebbero....far perdere un po' di peso agli illusi di turno.

Partiamo da una autentico must, croce e delizia dell'italiano medio e non solo: i tornei aziendali...della serie: di tutto e di più!!!

“Abbigliamento di Fantozzi: Maglietta della Gym, mutanda ascellare aperta sul davanti e chiusa pietosamente con uno spillo da balia. Grosso racchettone modello 1912 ed elegante visiera verde con la scritta Casinò Municipale di Saint Vincent….”

D’altronde alzi la mano chi non è mai stato “azzurro” di qualsiasi sport...
E così, al pronti via ecco il collega più intraprendente, o quello che non vuole sentirsi solo nel tentativo di perdere i chili accumulati in inverno a suon di mojito, birra e libagioni varie, pronto a formulare la fatidica domanda: Ragazzi, ho per le mani un torneo di...(scegliete voi lo sport, magari per comodità sceglieremo quello più gettonato, il calcetto)...dai, ne va dell’onore dell’azienda, partecipiamo? Per caso (ma guarda un po') ho già preparato le liste, dovete solo firmare…”. In una parola: Fregati!!!

Da quel momento in poi parte la corsa sfrenata. Si, ma a cosa? Prima di tutto a rimettersi in forma e quindi via con il footing fino al non prendere l’ascensore e salire di corsa le scale...anche due alla volta. Per i più facoltosi estenuanti sedute in palestra...ma se i meno facoltosi usufruiscono del mese di prova gratuita, il risultato non cambia!!!!!

Poi si passa alla seconda fase: l’organizzazione!!!!

E qui, innocui personaggi si trasformano nelle belve più feroci. E' proprio vero, il potere logora chi non ce l’ha e quindi da questo momento in poi tutti vogliono essere qualcuno all’interno della squadra.”Io faccio il capitano, io ho organizzato e sono il presidente, io faccio il vice perché sono amico tuo, io gioco avanti, io in mezzo o niente...”.

Aho, mai uno che si proponesse per fare il massaggiatore. Senza parlare poi delle prime convocazioni per la partita di turno, termine che si può tranquillamente tradurre con la parola massacro!!!

In ufficio è tutto uno scambio di e-mail, spesso di una cattivera fuori dal comune, ancora più spesso di una idiozia talmente palese che viene voglia di lasciar perdere: gente navigata di passa trent’anni che all’improvviso (nemmeno avesse bevuto acqua di Fiuggi), torna indietro nel tempo e si ritrova con dieci, anche quindici anni di meno. Roba da oscar: "Ah, mi raccomando, portate il pallottoliere per contare i gol che vi facciamo", e ancora "Dite al portiere che contro di noi non serve, basta il citofono" e altre amenità varie e variopinte.

Di solito quando si gioca, ci si dimentica tutto, ci si abbraccia ai gol, ci si sbraccia dalla panchina, si insulta chi fa tutto da solo e non passa la palla e si va a mangiare la pizza dopo. Poi però si ricomincia con un autentico moto perpetuo, fino alla prossima partita.

Tutto questo movimento, farà anche perdere (poco) peso, ma logora sicuramente i nervi. In ufficio il giorno dopo si torna più incazzati di prima e quindi la domanda nasce assolutamente spontanea...ma il gioco vale la candela?????

giovedì 6 marzo 2008

ORO E PORPORA: SERATA INDIMENTICABILE



Si, l'Oro e la Porpora, il giallo ed il rosso: i colori della Roma, la mia squadra del cuore. Difficile che un giornalista sportivo riveli la propria fede calcistica, ma il tifo è un qualcosa di incontrollabile, una cosa che va oltre, specialmente se tieni per questa squadra. Ho amato la Roma da semplice tifoso seduto in curva, poi l'ho seguita come cronista, tutti i giorni, tutte le domeniche per tanti anni prima che il mio lavoro mi portasse a Milano. Insieme abbiamo vissuto le gioie più infinite e i dolori più cocenti.

E la storia si ripete: Real Madrid - Roma 1-2. Indimenticabile, anche se vissuta davanti a un televisore. Protagonisti un gruppo di romani e romanisti trapiantati a Milano per lavoro. Su un divano, ma è come se quei cuscini fossero state le tribune del Bernabeu dove erano in 6000 a cantare a squarciagola specialmente quando sai che tutta Europa stavolta ascolta i tuoi cori, la tua voce, il tuo orgoglio.

Le squadre entrano in campo, parte la musica della Champions...noi pazzi, intoniamo il nostro inno...”Roma, Roma, Roma, core de sta città...” cantato a squarciagola in un salotto dei navigli, il fischio d’inizio, la Roma attacca, è forte della vittoria dell'andata, Aquilani prende una traversa clamorosa. Cazzooo!!!!! E il primo tempo finisce zero a zero. Buono per noi.

Inizia la ripresa, la gara si fa nervosa, qualche palla persa, qualche pericolo fino a quel cross dalla sinistra e l'incornata di Taddei che è il giocatore più brutto del pianeta, ma a noi è sembrato in quel momento più affascinante di Monica Bellucci: GOL, siamo in vantaggio e possiamo gestire il match.

Nemmeno per idea perchè, il tempo di mettere il pallone al centro, e il Real pareggia con Raul e il pensiero corre a tutte le beffe subìte nel corso degli anni, le delusioni, le amarezze. Il pareggio ci qualifica lo stesso e quindi non resta che stringere i denti, ma la Roma aveva deciso che doveva passare il turno con onore e quindi, in pieno recupero Vucinic ha insaccato ed è successo questo:

GOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOL.....un boato senza precedenti: la G di gol è dura, forzata, le O sono una infinità, belle, liberatorie, dette a bocca spalancata e braccia al cielo, la L, invece, accompagna gli abbracci, le lacrime, la gioia di un popolo che fa festa dentro uno stadio di calcio e nel salottino dei navigli milanesi.

Abbiamo vinto, abbiamo battuto il Real Madrid, la squadra più forte del pianeta. Mi giro, c'è chi beve, chi è seduto in terra, chi guarda attonito il televisore, ma tutti con un denominatore comune, gli occhi lucidi. Sono orgoglioso della mia squadra del cuore dai colori Oro e Porpora.

C’era una volta una squadra che, ogni volta che metteva piede in Europa, veniva puntualmente indicata come la cenerentola, come quella più scarsa, quella che veniva derisa per aver perso una Coppa dei Campioni nel proprio stadio.

C'è stata la parentesi, bellissima, dello scudetto del 2001, ma poi la Roma ha visto da vicino lo spettro della serie B, con uno spogliatoio dove nessuno si guardava in faccia, dove magari volava anche qualche schiaffone e dove nulla girava per il verso giusto. Eravamo quelli con i tifosi cattivi, quelli che, presi dal nervosismo, finivano la partita con uno o due uomini in meno agevolando l’avversario di turno, ma si diciamolo, eravamo lo zimbello d’Italia e d’Europa.

Oggi la realtà è un'altra, il salto è stato fatto, la ricostruzione dell’immagine è stata completata, la crescita c’è stata, eccome, ed è per questo che ora sappiamo che quella squadra non esiste più. Adesso abbiamo la consapevolezza che il nome della Roma non è più abbinato a sberleffi vari. Abbiamo messo paura alla squadra più ricca e potente del mondo, li abbiamo battuti e ora siamo quelli da temere.

Che serata: Scariche di adrenalina pura in notte che la Roma giallorossa ricorderà a lungo, notte di sogni, di Coppe e di Campioni. La mia notte, la nostra notte.

Ed ora andiamo avanti succeda quello che succeda:

Inferno o Paradiso, il Bene o il Male...Ora o Mai Più....!!!!!!!!!