domenica 26 febbraio 2006

Dossier Olimpiadi



E’ Finita!!!
Oggi è il 26 febbraio. Direte, che c'entra?
C'entra...c'entra.....finita questa giornata di lavoro, mancherà solamente la cerimonia di chiusura per mettere la parola fine alle Olimpiadi Invernali.
Ahhhhh....finalmente!!!
In redazione abbiamo passato delle giornate (non tutte) infernali tra notizie, notiziole e notiziari da preparare a tutte le ore del giorno, a volte in contemporanea e soprattutto su tre reti diverse. In una parola sola: un delirio.

Considerazione
La considerazione viene spontanea: tra i due mali, uno dovrebbe scegliere sempre quello minore ed allora è sempre meglio vivere un evento direttamente sul posto invece che su una sedia, (magari con una buona preparazione alla spalle….mica siamo stupidi, le regole di uno sport si imparano e fare due interviste è il nostro lavoro). Ma sul posto (on site, come dicono quelli bravi) va il capo...e quindi la suddetta considerazione lascia il tempo che trova......Ovvero: quattro righe buttate.
Perciò andrei per ordine, della serie: meglio farci due risate, piuttosto che arrabbiarsi.

L’Esordio
Che le mie olimpiadi non sarebbero state un'oasi di pace, lo si è capito già dalla prima giornata: Cerimonia d'apertura ed il sottoscritto che turno aveva? Domanda sciocca: l'ultimo, quello che rimani da solo, quello che solitamente è abbastanza tranquillo, ma anche quello che, con l'inizio dei giochi olimpici, è diventato un qualcosa di disumano!!!! Quella sera è successo di tutto: Notiziari saltati, notizie allungate, altre inserite in corso d'opera, orari sballati....morale della favola, ho finito alle due di notte….ed era andata in scena solamente la Cerimonia Inaugurale.
Questo è il mio esordio olimpico, ma attenzione: il giorno dopo le Olimpiadi sarebbero entrate nel vivo delle gare!!!!!

Premessa
Da premettere: avendo usufruito di un week end lungo, nessun giorno libero per il sottoscritto da qui fino al giorno in cui sto scrivendo queste righe, ovvero l’ultimo.
Risultato? 12 giorni ininterrotti alle prese con insert, news varie e variopinte, script incomprensibili, magari buttati dentro pochi istanti prima dell’On Air, computer lenti, rapide lezioni per sapere almeno le regole base dello Short Track, del Biathlon, Cross Country, Hockey, Pattinaggio di velocità, Curling, districandosi tra gli Axel, i Luz ed i Toe Loop del pattinaggio artistico.

Piccola digressione sullo sci di fondo
Quando vai in settimana bianca, vedi tutta una serie di arzilli signori di mezza età che, sci stretti alla mano, si dilettano in passeggiate di salute al ritorno delle quali si soffermano al bar, sorseggiano una cioccolata calda, ridono e scherzano sulla loro particolare sciata all’insegna del relax più totale. Relax? (Intonazione tipo film di Fantozzi: “Al traguardo di una gara di fondo a livello agonistico: C’è chi si accascia al suolo e sviene per la fatica, chi vomita, chi hai crampi, chi viene inquadrato con delle orribili bave bianche che escono dalla bocca”. Morale della favola? Mah, tirate fuori tutte le considerazioni che volete…….

Altra digressione: Il Biathlon
Vale lo stesso discorso di prima, ma con una cosa in più: ma che cavolo c’entra il fucile abbinato ad una gara di fondo? Perché questi si fanno un culo così sciando e poi devono pure sparare ad un bersaglio? Non lo so, una risposta esiste sicuramente, ma non la voglio sapere. Preferisco rimanere convinto della inutilità della cosa.

Torniamo al lavoro: il “Caso F”A dire la verità, anche se poche, durante la settimana ci sono state delle giornate relativamente tranquille. Diciamo che ci ha pensato qualcun altro a renderle…”pepate”. E qui nasce il “Caso F”. Un caso del quale se ne parlerà a lungo. Una delle mine vaganti di queste olimpiadi, sono stati i cosidetti Insert (aggiornamenti in diretta di altre gare). E già il giorno prima uno di questi insert era saltato per colpa di alcuni “interrogatori” (nulla di poliziesco, per carità, cose a metà tra il burocratico ed il grottesco). Ma torniamo a noi. Il nostro F quel giorno era di turno mattutino e, ad un certo punto, il drammatico annuncio via mail: c’è un insert. Cinque persone mobilitate, una sul posto, tutti a vivere il momento con un certo fermento. L’unico al quale tutto ciò sembrava scivolare sulle spalle era proprio F che se ne stava beatamente al telefono mentre riceveva improperi da una parte e dall’altra. E non solo, il nostro F aveva anche finito il turno e non aveva fatto alcun passaggio di consegne con il suo collega, andandosene noncurante del delirio che gli girava intorno. Solo un intervento dall’alto (il capo) lo ha fatto tornare indietro, ma solo per dire….”ma chi lo doveva fare…….bhooooo……mahhhhhhh…sarààààà” per poi scomparire di nuovo perso nei meandri di una grigia Milano. Innamorato? Mah, pure fosse, è un po’ troppo, caro F. Il caso è da approfondire.

Il giro di boa
La prima settimana alla fine è passata, tra alti e bassi (più bassi che alti), tra i soliti notiziari che cambiano di orario, insert, news varie e script in ritardo come i treni delle Ferrovie dello Stato.
Nella seconda, tutto è già andato più a regime. Abbiamo perso le tracce del nostro capo, perso tra le piste di sci con un velo di preoccupazione da parte nostra per delle urla disumane durante le telecronache che hanno fatto temere per le sue corde vocali.

Il lieto fine….???
Ormai, seppur odiandole, siamo entrati in sintonia con questi giochi olimpici ed allora ci dilettiamo a tutta una serie di battute, così tanto per sdrammatizzare e per far si che il tempo passi più velocemente. C’è chi fa finta di essere contento per una medaglia, chi forse lo è veramente…e chi, incredibilmente si “appassiona” a qualche sport in particolare.
Qualche nome? Beh, l’altissimo Nicola, negli ultimi due giorni ha imparato tutto sull’Hockey, tanto da mettersi davanti al televisore per assistere all’intera finale per la medaglia d’oro. Ghilda si è ritrovata alle prese con gli Axel ed i Tripli Toe Loop del pattinaggio di figura. Anche il buon Frisoli si è schierato dalla parte del pattinaggio, ma credo più per la bellezza delle ragazze che per lo sport in se. Patrizio si è spesso dilettato nel fondo e nel Biathlon e via via a seguire ognuno ha trovato qualcosa di interessante da seguire.

Ed il sottoscritto?
Io sono stato quello che più di tutti, ed anche ad alta voce, ha manifestato insofferenza verso le olimpiadi e per la mole di lavoro. Adesso, però, siamo alla fine e mi vergogno un po’ nel dire che se d’ora in poi ci saranno delle notizie di Curling da fare….posso farle io. Già, il Curling. Forse attratto dalla novità, forse dal fatto che è diventato un fenomeno di costume, fattostà che hoseguito un paio di gare, mi sono letto le regole, mi sono fatto spiegare come funziona e devo dire che…non mi è dispiaciuto.

Ed Ora?
Ed ora, resta la Cerimonia di chiusura e resta la consapevolezza di esserci tutti dati un gran da fare. Ognuno di noi tirerà le proprie somme. Qualcuno stapperà una bella bottiglia per festeggiare la fine, ad altri dispiacerà che queste olimpiadi siano finite.
La morale di tutto questo è una soltanto: comunque abbiamo vissuto un momento importante, abbiamo avuto la fortuna di essere tra quelli che hanno informato la gente su un qualcosa che entrerà di diritto nella storia sportiva e dobbiamo esserne fieri. Il nostro bagaglio cultural-sportivo, vuoi o non vuoi, è cresciuto. Ci siamo arrabbiati, stancati, gioito quando le cose sono andate bene…tutto però per poter dire…Io c’ero!!!
Meno male però che le prossime…che le prossime invernali ci saranno tra quattro anni…le estive tra due…ma in quel caso saremo già pronti……

Ottimo lavoro....a tutti....!!!!!

domenica 5 febbraio 2006

La Notte allo Stadio

Effetto notte.
Non c’è pubblico, neppure i riflettori accesi.
Il campo è illuminato solamente dalla luce, splendida, della luna. Il prato è verde, ma non quel verde acceso tipico delle partite del pomeriggio, un verde tenue, avvolgente, passionale.
Le squadre scendono sul terreno di gioco e gli schieramenti sono subito evidenti: attacco, difesa e centrocampo, ben disposti, impeccabili, pronti a giocare questa partita. L’arbitro non c’è, sono le emozioni di ogni reparto a comandare le operazioni. Nessun cartellino giallo o rosso, ma solo ammonizioni verbali, piccoli rimproveri alternati all’incitamento a proseguire nella manovra da parte degli attaccanti.
Pronti via. Palla all’attacco che però non spinge, aspetta, torna indietro verso il centrocampo ed imposta nuovamente.
Si destreggia bene la difesa, ma il pacchetto avanzato non affonda, anzi si sofferma con i difensori avversari e si intrattiene in una bella chiacchierata, di quelle che rendono fin troppo fluida la manovra.
La difesa ricambia, ed il match entra nel vivo.
Le squadre in campo si sono studiate a dovere quindi, intorno a metà del primo tempo cominciano i primi affondi.
L’attacco stavolta è determinato, cerca di arginare la difesa e spinge ripetutamente il pallone verso la porta. Entra ede esce dall’area di rigore ripetutamente per vie centrali fino a che capisce che per il gol c’è ancora tempo ed allora cambia fronte d’attacco sfruttando, magari le fasce.
Quindi gli attaccanti si spostano alternativamente a destra e sinistra in cerca della penetrazione migliore.
La difesa subisce gli attacchi fin quando non riesce a prendere lei l’iniziativa e ribalta la situazione.
Ora è l’attacco che subisce il ritorno dell’avversario che cavalca l’onda dell’entusiasmo e si lascia andare a degli affondi molto belli che gli attaccanti fanno fatica a ribattere, anzi, provano a spingere a loro volta e ne nasce un’azione tambureggiante che determina il ritmo della gara.
A questo punto è partita vera e saltano tutti gli schemi.
Diventano sempre più frequenti i capovolgimenti di fronte, ripetuti, alternati, da ogni parte del campo.
L’arbitro non interviene nonostante i contatti tra gli avversari diventano evidenti, molteplici e profondi.
Il match sta per giungere al termine.
Le squadre sono stanche, provate, ma non si fermano, anzi aumentano il ritmo ed iniziano il forcing finale cercando il modo migliore per giungere alla conclusione.
Sul finale, difesa ed ed attacco formano però una squadra molto unita, sanno che possono arrivare insieme alla conclusione ed è per questo che si muovono insieme, si avvicinano all’area, si passano la palla una, due, tre volte, scambiano, triangolano, si sovrappongono e dribblano.…L’azione si fa intensa, è una delle ultime della partita, attacco e difesa vedono la porta, continuano ad avvicinarsi, non c’è nessun ostacolo davanti a loro, insieme, uniti per vincere, pochi metri, la porta è li davanti, ultimi passaggi, ultime sovrapposizioni…la spinta finaleeeeee………GOL……..gol….gol……….
Un finale in crescendo, con l’urlo della folla, l’abbraccio finale, le mani che si stringono e soprattutto….i cuori che battono. Fischia l’arbitro.
A quando la rivincita?