giovedì 21 luglio 2005

Beam me up Scott...(Ciao James)

Diario del Capitano. Data astrale 9802.1beta
Abbiamo intercettato un'astronave Borg ai confini del quadrante Memphis.
La nave sembra abbandonata: non c'è traccia di vita e abbiamo rilevato solo deboli segni di macchine in attività....abbiamo bisogno di risalire....Signor Scott, teletrasporto, ci riporti su....Signor Scott?.....Scotty, mi senti?.....Scott????

Scott non può sentire e non potrà più rispondere all'ordine del suo capitano (Beam me up, Scotty). Il Tenente Capo Ingegnere dell'Enterprise, Montgomery Scott è morto. E non si tratta di una puntata di Star Trek, nessun attacco da parte di alieni, ma una morte vera, purtroppo. Quella di James Doohan, l'attore che ha vestito per tanti anni l'uniforme di Scott.



Prima di lui, il Dottor McCoy, alias DeForest Kelley. Il Mitico equipaggio ha perso nel giro di poco tempo due protagonisti (nella foto insieme il giorno del 30esimo anniverasrio di Star Trek, il primo ed il terzo da sinistra)

Prima di interpretare l'ingegnere di bordo dell'Enterprise, il canadese Doohan - veterano dello sbarco in Normandia - aveva lavorato in vari show teatrali e televisivi, dove aveva messo in luce il suo principale talento: quello di saper imitare numerosi accenti, regionali e stranieri.

Per il ruolo in Star Trek Doohan, d'accordo con il produttore Gene Roddenberry, decise che l'ingegnere capo dovesse essere scozzese, e parlarecome tale.

Un'abilità che gli valse anche numerosi ruoli vocali nella versione a cartoni animati della serie: ma Doohan era anche un linguista pervocazione e fu lui a ideare i primi dialoghi in klingon e vulcaniano per il primo film tratto dalla serie, lingue che generazioni successive difilologi trekkers hanno espanso enormemente fino a progettarne grammatica e vocabolario.

Ciao Scott...da uno che è cresciuto con Star Trek ed il mito del "tuo" Teletrasporto

sabato 9 luglio 2005

VOGLIAMO ANDARE SU MARTE?.....MA SE NON ABBIAMO ANCORA RISOLTO I PROBLEMI SULLA TERRA!!!!

Londra, 7 luglio 2005


----------------------------------SENZA PAROLE----------------------------------



lunedì 4 luglio 2005

Ciao Marcello

"Non piangete la mia assenza, sentitemi vicino e parlatemi ancora..." (S. Agostino)

Quando muore una persona che e' riuscita, nella tua vita, o in parte di essa, a trasmetterti qualcosa, prima di tutto ti accorgi della inesorabilita' del tempo che passa. Poi, inevitabilmente, avverti quel senso di amarezza che ti fa rimbalzare in testa i soliti mille perche'....perche' proprio a lui?... perche' la vita e' cosi ingiusta?... perche' sono decine di anni che fior di luminari combattono certe cose e la gente continua a morire?....Perche'???

Marcello Poggiani era (e') mio amico. Una amicizia nata per cose di lavoro qualche anno fa. Lui a Roma era conosciuto, conduceva una trasmissione in tv da tanti anni (Giallorosso di Sera), diventata una specie di cult nel lunedi sera del tifoso della Roma. E lui, ad un certo punto, mi ha voluto con se, nella sua squadra. Insieme abbiamo portato questa trasmissione anche in radio ed abbiamo iniziato un percorso che portava a sentirci (tra diretta e privato) per diverse ore al giorno. Magari la differenza di eta' non ci ha consentito una conoscenza piu' profonda, ma la stima reciproca ha fatto il resto.

Adesso rimane la consapevolezza di aver condiviso una parte della mia carriera giornalistica non soltanto con un grande professionista, ma soprattutto con una gran brava persona....cosa decisamente rara.

....E gia', quando muore una persona che e' riuscita, nella tua vita, o in parte di essa, a trasmetterti qualcosa, prima di tutto ti accorgi della inesorabilita' del tempo che passa. Poi, inevitabilmente, avverti quel senso di amarezza che ti fa rimbalzare in testa i soliti, stramaledetti, mille....PERCHE'!!!!!!

Ciao Marcello