sabato 26 febbraio 2005

La mia dedica....Ciao Alberto

"Aho, e sto a scherzà..."!! Chissà quanti di noi avrebbero voluto sentire questa frase dopo che la notizia è cominciata a circolare. Magari accompagnata da quella risata e quel modo di fare tutto romano che avrebbe avuto il significato di un...ce siete cascati è? E invece no. Alberto Sordi era andato via veramente, di notte, senza troppi clamori, un pò come è stato il suo stile di vita: sempre alla ribalta, ma schivo nelle sue cose più personali.
Roma ha capito a metà mattinata, una anonima metà mattinata di fine febbraio e subito dopo il tam tam di radio e televisioni si è creata una folla spontanea sotto la residenza di colui che per i romani aveva fatto molto, rappresentandoli nel mondo in tutte le sfaccettature.
E quella folla era un atto dovuto, un ringraziamento, insomma, un vero e proprio atto d'amore verso chi aveva riversato fiumi d'amore verso la città eterna.
"Albè, sto film proprio nun ce lo dovevi fa vede...", è stato uno dei tanti commenti della gente, commossa, in quella Piazza Numa Pompilio gremita. In tantissimi hanno portato dei fiori, altri piangevano, altri ancora erano pronti a ricordare le battute più famose dei suoi film.
Già, le battute, entrate di diritto in quella zona che per convenzione definiamo il mito, ma che prima di tutto sono entrate a far parte della quotidianità. Alzi la mano chi di fronte ad un piatto di spaghetti non ha mai esclamato almeno una volta: "M'hai provocato e io ti distruggo.me te magno...".
Sordi ha lasciato una eredità pesante da raccogliere: 190 film nei quali ha rappresentato tutto ed il contrario di tutto, i suoi personaggi erano per la maggior parte romani, ma la sua forza è stata quella di far vedere al mondo intero chi è l'italiano, come la pensa, come agisce nelle varie situazioni della vita, come lavora, come sogna e come è firo di esserlo.
Quest'ultima affermazione riporta alla mente uno dei capolavori del cinema, La Grande Guerra: insolente, imboscato, poca voglia di partecipare all'evento bellico, ma alla fine vedendolo di fronte al plotone d'esecuzione, morire pur di difendere un amico, milanese, un ideale e una bandiera, ha fatto tirare fuori i fazzoletti a molti. E la tirchieria? Non scherziamo, è la classica leggenda popolare.
Lui era nato a Piazza San Cosimato, in mezzo alla gente, e da qui è nato il suo saper gestire il denaro guadagnato all'inzio con grande fatica.
Ultimamente aveva donato un terreno per la costruzione di un ospedale, manteneva dei bambini con una adozione a distanza, ma forse i più non lo sapevano, ma lui voleva così. Avrebbe voluto vedere Roma, la sua città, libera dal traffico con la rivalutazione dei suoi monumenti, è stato Sindaco per un giorno e se fosse stato possibile, avrebbe firmato tutti i documenti necessari per farlo.
In una famosa battuta tratta dal Marchese del Grillo, lui nobile si rivolge al popolo dicendo "...Io so io e voi nun siete un c..."!! Non lo pensava di certo, era solo un modo per far ridere l'ennesima volta.
Sordi non c'è più, il ricordo personale è quello della prima intervista "seria e vera" fatta agli inizia della mia carriera giornalistica e quindi, avendolo incontrato, l'emozione non può che salire alle stelle: quaranta minuti di chiacchiere, splendide, importanti...ed una stretta di mano difficile da dimenticare.
Ora, leggendo la strofa di una sua canzone, starà guardando quei famosi asini che volano nel cielo....ma questi asini, di colpo, si sono trasformati in angeli. Angeli pronti ad accoglierlo ed accompagnarlo nel paradiso dei grandi.
Ciao Alberto

venerdì 25 febbraio 2005

Il ricordo di Gigi Proietti...Grande!!!!

"Io so' sicuro che nun sei
arivato ancora da San Pietro in
ginocchione A mezza strada te sarai
fermato A guardà sta fiumana de
persone Te renni conto si c'hai
combinato? Questo è amore, sincero; è
commozione; e rimprovero perchè te ne
sei annato Rispetto vero: tutto pe'
Albertone... Starai dicenno: 'ma che
state a fà? Ve vedo tutti tristi, ner
dolorè. E c'hai raggione! Tutta la
città sbrilluccica de lacrime e
ricordi E tu nun sei sortanto un
granne attore... Tu sei tanto de più:
sei Alberto Sordi".

mercoledì 23 febbraio 2005

Gallery:...Storia di un Italiano

GRAZIE ALBERTO, PER TUTTO QUESTO E ANCHE DI PIU'

lunedì 21 febbraio 2005

Tassinà...questa è mitica!!!!


Sordi-tassinaro (Il Tassinaro, 1983) ha caricato sul suo taxi una coppia di americani. Lui è un uomo corpulento e indossa un notevole cappello a tesa larga, stile J.R. del telefilm "Dallas". Lei è una donna di mezza età, vestita in modo sgargiante e con una vocetta stridula. I tre discutono animatamente. Ne nasce una litigata durante la quale Albertone insulta l'americano senza dire una parolaccia: un mito!!!

SORDI: In television "Dallas"... clicche, clicche, clicche, sempre "Dallas", "Dallas"...
AMERICANO: Clicche "Dallas"? You don't like "Dallas"? Non piacere? Don't touch me so, honey.
SORDI: No, non è che I don't like, è che me rompe. Ecco, tutto qua.
AMERICANO: I don't understand. What do you mean "me rompe"?
SORDI: Me rompe… me rompe perché… perché scusa noi in Italia se dovemo sorbì 'sto polpettone de "Dallas"? Ma che noi italiani ve imponemo a voi forse una trasmissione in television de nome Valmontone, Portogruaro, Gallarate, che forse qualche birbaccione e qualche mignotta ce sta pure là? Perché voi ce dovete rompe li cojoni con 'sto "Dallas"?
AMERICANO: Ehi coijone, I know what that means, don't you bad word me, I'm no Coijone.
SORDI: Ah, cojone lo capisci. Le parolacce le capisci, eh?
MOGLIE: Tu detto "mi cojoni".
SORDI: Cojone sì, ma your husband, signora, suo marito è attaccabrighe. E' very attaccabrighe.
AMERICANO: And you're a dirty bastard! That's what you are! A dirty bastard!
SORDI: Un little precisation America. Voi americani dite sempre la parola bastardo, lo sai perché? V'o dico io. Perché c'avete una lingua molto, ma molto povera. Perché se io mi volessi abbassare a rispondere al tuo bastard, che a noi ce fa proprio ride, io ti potrei dare (incalzante) del figlio di madre ignota, del rotto nel posteriore, ti potrei mandare a fare nel medesimo, potrei fare appello anche ai tuoi morti, con eventuale partecipazione de tu' nonno in carriola opzionale e coinvolgere tua sorella, notoriamente incline allo smandrappo e all'uso improprio della bocca, e allargà il discorso a quel grandissimo Toro Seduto de tu' padre, a sua volta figlio di una città di cinque lettere cantata da Omero, che tu 'n sai manco chi era perché sei ignorante. Are you ignorant!
AMERICANO: I understand that, ignorant, and you stop talking like that! You are a bastard, you are a dirty bastard!
La moglie cerca di calmare il marito
SORDI: Non alza voice with me, perché tu fai tremare me pizzo de camicia, you understand pizzo de camicia? No, no, no, tu non meni a nessuno, perché I bring my chiav english and I give in your fronte. Mica notte.

sabato 19 febbraio 2005

Riaffiorano i ricordi: da oggi brutta settimana per noi romani!!!!!

Proprio cosi, e non è certo per l'influenza, per la sconfitta della squadra del cuore o magari per le targhe alterne o le domeniche a piedi. No, niente di tutto questo. Questa è la settimana che ci porta ad aprire per il secondo anno il cassetto dei ricordi. Si, chi ha Roma nel cuore, non può dimenticare che la data del 25 febbraio va scritta a caratteri indelebili come una delle giornate più tristi: quel giorno di due anni fa ci lasciava Alberto Sordi.

Sono passati due anni, ma il vuoto è incolmabile. Almeno per noi che siamo cresciuti a pane e film di albertone. Per tutti noi che conosciamo a memoria le battute più famose dei suoi film...e quindi, da oggi fino al 25 (e forse di più), la decisione: il mio blog diventerà il palcoscenico dove far rivivere il nostro mito e quindi commemorarlo a dovere. Quindi?....Quindi che lo spettacolo abbia inizio: si va in scena: sipario.......

giovedì 10 febbraio 2005

Il canone?....ah, quello va pagato però!!!!!!

Bormio: esterno giorno, sole pieno. L'ideale per sciare da amatori, figuriamoci per dei professionisti.....quindi? Ciak, si gira!!!
Ma de che!!! Di telecamere accese nemmeno a parlarne, di cameramen neppure l'ombra, rimasti n camera ad usufruire del lettone d'albergo e della colazione, tutte cose già pagate da Mamma Rai...ehm...pardon da tutti noi (sapete quel canone che si paga ogni anno?....Ecco, serve a questo tipo di cose.....)
Tutti alle prese con uno sciopero. "Sciopero degli operatori di ripresa della Rai aderenti al sindacato...tal de tali"...si, tal de tali, ovvero non proprio di quelli famosissimi...si, avete capito, quelli della serie: quattro ne fanno parte e tutti e quattro(questa è sfiga) erano a Bormio per riprendere il Super G Mondiale.
Siamo in democrazia ed uno sciopero, ci mancherebbe altro, è un diritto di ogni lavoratore, ma se quel lavoratore, in quel preciso momento, fa parte di un meccanismo delicato come una competizione mondiale, un evento sportivo per il quale tifosi ed appassionati si incollano al televisore, allora sarebbe giusto mettersi una mano sulla coscienza.
Ma cavolo, una volta nella vita l'Italia ha il privilegio di organizzare cosi, a ruota, un evento dietro l'altro i Mondiali di sci e le Olimpiadi invernali e siamo capaci di combinare sto casino!!!!! Roba da film horror...ma no, forse più da commedia anni 70, quelle di quando il cinema italiano ha toccato il fondo...prima di risalire, ovviamente....Ed in questo caso è stato toccato il fondo: tifosi sul posto, imbestialiti, e ti credo, si sono alzati alle sei per prendere i posti migliori, mentre quei cameramen stavano nelle loro stanze (già pagate, non da loro...è utile ripeterlo), a sonnnecchiare.
Ed ora? Ora inizia il circo vero, quello del rimpallo delle responsabilità: è colpa della Rai?...No, di quel sindacato!!....ed ancora....Ma la Federazioone che ruolo ha in tutto questo?...Vittima...no colpevole....ma il governo sapeva?....BASTA!!!!! Sapete che c'è di nuovo sulle responsabilità? Questo: CHISSENEFREGA!!! Ci interessa solamente che la figuraccia ormai è stata fatta, che ci siamo dovuti sorbire le prese in giro addirittura della televisione slovena (sicuramente più organizzata di noi per queste cose), che non ci faranno mai più organizzare eventi del genere. Ed intanto il cittadino paga il canone. A Bormio doveva esserci il Gigante Mondiale.....Qui di gigante e di mondiale....c'è stata solo una grandissima figuraccia.......Complimenti!!!!